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Ostilità verso la parte II dei tedeschi: Ideologia tedesca del membro della sinistra e di Auto-Odio

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Scritto da Manfred Kleine-Hartlage  

Tradotto da J m. Damon

http://korrektheiten.com/2011/08/04/deutschenfeindlichkeit-teil-2-deutscher-selbsthass-und-linke-ideologie/ >

[Parte I della mia conferenza “su ostilità verso i tedeschi„ occupati dell’ideologia che è derivato dall’anti descrizione tedesca nell’ovest.
Ho descritto come e perché questa ideologia è stata sempre e sempre sarà inadeguata per la Germania.
Nella seguente sezione discuto le conseguenze che necessariamente derivano dall’approvazione di questa descrizione dai tedeschi stesse.
In conclusione discuto il ruolo svolto dall’ideologia appartenente alla sinistra nel complesso globale di ostilità verso i tedeschi.]

Approvazione tedesca di anti descrizione tedesca occidentale

Come risultato dell’effetto potente di varie sedi della propaganda americana dopo la seconda guerra mondiale, uno spostamento cataclismico ha avuto luogo nel pensiero politico tedesco. Era uno spostamento in direzione dell’ideologia angla di Saxon di liberalismo rivoluzionario e di marxismo successivo. In entrambi i casi ha consistito dell’accettazione dei presupposti di base dell’Meta-Ideologia rivoluzionaria.

Tra l’altro, questo ci ha creati “- voi„ differenziazione basata sull’ideologia piuttosto che l’origine etnica o la base politica nazionale.   La nuova norma era accettata naturalmente, finché “„ non fossimo più tedeschi o persino gli europei. “„ Ci siamo trasformati in in un partito nella guerra civile ideologica globale (“l’ovest,„ “Comunità occidentale dei valori,„ o “il mondo libero „). “„ Siamo diventato chiunque abbiamo diviso gli ideali utopistici rivoluzionari.

A seguito del crollo dell‘Unione Sovietica le parti mai più grandi della sinistra ci hanno capitati a questo “,„ come è abbastanza ovvio dalla cometa come le carriere di precedente “` 68ers„.

Per i poteri vittoriosi, questa nuova definizione del Noi-gruppo, in base a fedeltà ideologica significata una contraddizione latente nella loro auto-identità come nazioni. Ciò era vera non solo per i Russi, che avevano combattuto più per la madre Russia che il comunismo (ma di cui la vittoria ha servito il comunismo più della Russia); era inoltre vero per gli Americani e Britanni. Non era facile da uguagliare “la mia destra del paese o il torto„ con l’ultimo schema “fa la cassaforte del mondo per la democrazia. „ Poichè abbiamo veduto, queste contraddizioni erano solo latenti per gli alleati di tempo di guerra poiché avevano combattuto come nazioni piuttosto che come portatori standard per le idee astratte.

Fra noi i tedeschi le contraddizioni erano più di latenti. Non potrebbero essere trascurati l’instante che abbiamo adottato le descrizioni e le ideologie dell’utopista dei nostri nemici vittoriosi, come abbiamo fatto dopo la seconda guerra mondiale. Un cittadino “che raggruppiamo„ è una comunità di supragenerational che include le generazioni passate come pure quelle eppure venire. La logica che costringe un cancelliere tedesco a participte nelle celebrazioni di vittoria alleate a Parigi, in Normandia e Mosca implica che entrambe le guerre mondiali siano state battaglie nelle guerre civili europee e globali.
Erano lotte gigantesche vinte “dalla Comunità occidentale dei valori„ o semplicemente “democrazia„ (nel caso della Russia, era l’ideologia utopistica come tale) sopra le forze di oscurità e “dai„ (tedeschi rieducati e ricostruiti) abbiamo appartenuto a questa comunità dei valori, “„ eravamo fra i vincitori mentre “i tedeschi„ (cioè la gente sconosciuta che si sono chiamate “i tedeschi „), l’inclusione di tutta la malvagità, erano i perdenti.

L’approvazione tedesca dell’ideologia occidentale e dell’Meta-Ideologia in generale implica una perdita di identificazione con il nostro proprio VOLK. Ci costringe a considerare il nostro proprio VOLK come il nemico, per detestarsi mentre una conseguenza della malvagità ed odiare il nostri propri sopporta. La Germania è il solo paese nel mondo che erige i monumenti ai traditori ed alle disertore, il solo paese in cui è considerato esemplare di sputare sulla tomba dei suoi nonni. La descrizione storica dei vincitori – con i suoi concetti politici globali, il suo worldview utopistico highflown – può mai non essere la descrizione dei tedeschi che vogliono essere tedeschi. Se la adottano, sarà al costo di auto-obliterazione. La contraddizione fra essere tedesca e fa parte di un oggetto storico chiamato “comunità occidentale dei valori„ è unbridgeable.

Il problema è sottolineato piuttosto di quanto risolto dagli sforzi zoppi per unire i incompatibles nei compromessi formulari quale “patriottismo costituzionale.„
Questa ostilità verso il suo proprio VOLK è specificamente tedesca, come è illustrato che dal fatto che i cosiddetti “anti tedeschi„ (poichè si chiamano!) comprendono il solo raggruppamento politico quella si riferisce a stessa con la parola “tedesco.„  Nemmeno i neonazi fanno quello, mentre si riferiscono a stessi semplicemente come “cittadini,„ sottolineante che considerano il nazionalismo come qualche cosa di buon in sé – non solo per i tedeschi ma per ognuno. Gli anti tedeschi, al contrario, esprimono il voto opposto: vogliono sradicare il VOLK tedesco, ma non necessariamente il concetto stesso VOLK. Interessante, stanno tentando di fare questo con la razionalizzazione ideologica, precisamente che cosa ho identificato come il fondamento di anti ostilità tedesca nella parte I di questa serie: L’idea che la Germania è (o era) l’epitome di anti utopista, anti forza counterrevolutionary globalistic va normalmente non specificata eccetto fra gli anti tedeschi. La mia analisi non è lontano rimossa da quella di anti tedeschi; soltanto i prefissi di qualificazione sono invertiti.

Ideologia appartenente alla sinistra

La logica interna costringe le società che sostengono i presupposti fondamentali di Utopianism liberale per essere rapidamente implicate con il suo gemello ostile, il marxismo – socialismo. In generale possiamo riferirci entrambi come ideologia appartenente alla sinistra. Chiunque condanna gli squilibri del potere della società sulla base che non sono fondati in razionalismo e che credono che questi squilibri siano diabolici e debbano essere timbrati fuori, non dovrebbe essere sorpreso quando lo squilibrio fra ricco e povero inoltre rientra nei crosshairs della critica. Chiunque sostiene la libertà e l‘uguaglianza come universalmente valida e come valori di base della società, deve occuparsi dell’opposizione a libertà in nome dell’uguaglianza. I marxisti che attivamente si oppongono al capitale perché il suo potere non è razionale legittimo ma piuttosto sorge con automatismo (derivato dalla natura di capitalismo stessa), conducente alla padronanza di una classe sopra l’altra, contano sulla stessa logica dei liberali che polemicize contro la chiesa e re. Nei marxisti di alcuni riguardi sia più coerente dei liberali, poiché condannano tutte le diseguaglianze sociali. Per esempio, condannano la diseguaglianza fra i ricchi ed il povero; impiegato e disoccupati; il cittadino e lo stato; e fra i genitori e bambini come pure maggioranza e minoranza (etnico o religioso).

Dal punto dell’ideologia appartenente alla sinistra il partito più potente è semplicemente illegittimo perché è più potente. Ciò implica che non dovrebbe essere permessa occuparsi del più debole in base ad eguaglianza davanti alla legge “soltanto convenzionale„, ma deve attivamente essere danneggiata. Corrispondentemente, da questo punto di vista, non è ingiustizia per saccheggiare i ricchi a favore del povero o del impiegato a favore dei disoccupati. L’ideologia appartenente alla sinistra suppone che la legge e lo stato sono repressivi, poiché utilizzano lo stesso bastone di misurazione per misurare le entità dissimili, invece di causare che cosa è disuguale essere uguale; ed inutile per dire, non ci sono leggi per proteggere la maggioranza dalla minoranza. Alla pagina 28 “di DEUTSCHE OPFER, FREMDETER„ Götz Kubitschek e Michael Paulwitz citano una posizione tipico appartenente alla sinistra che asserisce che il razzismo contro i tedeschi non può esistere. Ciò è perché il razzismo è un medium di repressione che per natura non può essere inflitto su una maggioranza da una minoranza a causa del poco potere sociale della minoranza di applicare la sua volontà.

Con parole semplici questo significa che “il partito più debole,„ cioè una minoranza etnica, è permesso fare tutto, mentre “il più forti„ (in Germania, i tedeschi) non sono permessi fare qualche cosa, ma deve resistere a tutto.
Il potere che è presunto per essere più forte è automaticamente il potere diabolico poiché trae giovamento dalla repressione presunta (quella anche rinforza.)

Ancora: poiché la mera esistenza della disparità di potere è “la malvagità„ da affrontare e combattere, un’ingiustizia “di pareggiamento„ in ritardo più non basterà.
La base stessa dello squilibrio di potere deve eliminarsi: ricchezza stessa; o, come è particolarmente pertinente al nostro tema, la maggioranza etnica deve eliminarsi.
Dal punto di vista della sinistra, una maggioranza VOLK o il gruppo etnico non ha diritto di esistere.

La sinistra non è soddisfatta con la rappresentazione degli interessi “del debole; „ è determinato per delegitimize “il forte. „ Nel nostro paese la sinistra deligitimizes gli interessi dei tedeschi, cristiani, uomini, nonfeminist o donne nonlesbian, bianchi, eterosessuali e lavoratori rimunerativo occupati. Cioè la sinistra si oppone agli interessi della maggioranza e cerca a qualsiasi forza queste maggioranze nella minoranza oppure le annienta complessivamente. Ciò è la logica dietro la politica di de-Cristianizzazione, de–Germanization, di de-Europeanization, di femminilizzazione e della promozione dell’omosessualità.
Soltanto impiegato rimunerativo non può abolirsi; tuttavia, è ammissibile selezionare le loro tasche, poiché si sono disposte in una malvagità ed in una posizione repressiva appena esistendo dalla frutta dei loro propri lavoro.

È manifesto che una tal politica non può possibilmente essere democratica, poiché è diretto sistematicamente contro la maggioranza. Così l’ideologia appartenente alla sinistra provoca naturalmente la propagazione del demophobia (timore delle masse), della de-democratizzazione e dei colpi di stato. Naturalmente trova gli alleati nelle minoranze di ogni descrizione.

Tutto questo riguarda generalmente la psicologia delle minoranze che è caratterizzata dai rancori profondi. Le minoranze ritengono che lo stile di vita della maggioranza, in cui sono incapaci e poco disposte di partecipare, dovrebbe essere guastato almeno per la maggioranza. Una buona illustrazione di rancore di minoranza è le sedere che urinano nel vestibolo della banca. Il razzismo contro i tedeschi è l’appena una variazione di questa specie di rancore sebbene significativo.
Ricerche appartenenti alla sinistra di ideologia per mobilitare tale capacità distruttiva.

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Il ICC è autorizzato per arrestare Gaddafi?

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[Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2011 (quando Gaddafi era ancora nel potere) in Korrektheiten: “Il der Internationale Strafgerichtshof (IStGH) Gaddafi di Darf verhaften? „, Autore e traduttore: Manfred Kleine-Hartlage]

Nessuno realmente si domanda circa il fatto che la Corte penale internazionale ha pubblicato un mandato di arresto contro Al-Qaddafi di Muammar? Realmente è permesso agire in tal modo?

Questa corte è stata stabilita dai firmatari dello statuto di Roma per proseguire determinati crimini (genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra, aggressione) per punire i paesi di cui possedere gli ordinamenti giudiziari non sia disposto o non capace di proseguire tali agisce; quindi, classicamente, per il processo dei crimini di governo e dei crimini delle feste private “negli stati falliti„ senza il sistema di giustizia funzionante.

Il pubblico è stato detto che la corte sarà attiva soltanto per i crimini sui territori degli stati firmatari e certamente tutto lo stato è libero di unire un tal accordo e di dare alle sue disposizioni la forza legale domestica. Ugualmente ovvio è che nessuno stato ha il diritto unilateralmente per sottoporre un altro stato sovrano alla sua giurisdizione o per autorizzare i terzi a agire in tal modo. E che cosa è vietato ad uno stato è vietato ugualmente a molti.

Qui, tuttavia, c’è la prima singolarità: La Libia, di cui presidente si accinge a è arrestata a causa degli atti che ha commesso sul territorio del suo proprio stato, non ha aderito a allo statuto di Roma. L’attività della Corte penale internazionale nel caso di Gaddafi è basata su un’istruzione dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Infatti, gli stati membri hanno deciso che il ICC inoltre sarà responsabile degli stati non firmatari, se richiesto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel singolo caso.

Con lo statuto di Roma, i firmatari assegnati così ai poteri di Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che stessi non hanno ed hanno avuti questo è una violazione flagrante di un principio legale fondamentale: “Nemo più il transferre più potest del habet del ipse del quam di iuris„.

Inoltre, Gaddafi è detto per commettere i crimini contro l’umanità in termini di statuto di Roma. Questo termine comprende una gamma di azioni, quale l’uccisione ostinata, tortura, imprigionamento e simili. Due cose strinking:

In primo luogo, quel tali crimini sono commessi da molti, probabilmente la maggioranza dei governi del mondo, in particolare virtualmente tutte le dittature senza necessariamente dovere affrontare le accuse penali contro il capo di governo. Il principio costituzionale che tutti i crimini conosciuti devono essere proseguiti, non è applicato, nemmeno postulato. Tuttavia, questo principio è per caso invalido, ma servisce ad impedire la legge che è abusata politicamente e che è usando arbitrariamente contro gli individui impopolari. Una legge che è a volte ed a volte applicata a discrezione dei governi non, è nessuno.

Tuttavia, questo è esattamente che cosa accade qui: Lo statuto di Roma in relazione all’autorizzazione illegale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite appende una spada di Damocles sopra tutti i governi del mondo, almeno l’autoritario, ma appena non conduce (e non è inteso condurre) un mondo più democratico, ma piuttosto autorizza il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per arrestare i capi di governo sgraditi. Il consiglio di sicurezza – questi sono essenzialmente i suoi cinque membri costanti di cui U.S.A., la Russia e la Cina fa non ratificare il signedor l’accordo e di cui possa liberarsi dal veto dal processo dalla corte penale internazionale.

In secondo luogo, quel Gaddafi ha commesso i suoi atti, omicidio intenzionale del Fe, nella struttura ed allo scopo di acquietare una ribellione, cioè per applicare il monopolio nazionale. Questo monopolio, tuttavia, appartiene alla statualità dell’essenza come tale e quello deve essere applicato se necessario con forza, è quasi una tautologia.

Il mandato di arresto contro Gaddafi non significa nient’altro e niente di meno che quell’applicazione del monopolio nazionale è stata dichiarata un crimine. La conseguenza è che gli stati sono sovrani soltanto per quanto fa appello a ai cinque membri di consiglio di sicurezza permanenti e che la sovranità di qualunque altro stato è sospesa. Sospeso ma non a favore di un sistema giudiziario globale, ma a favore di una tirannia globale.

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Hostility Towards Germans Part II: German Self-Hatred and Leftist Ideology

Written by Manfred Kleine-Hartlage  

Translated by J M Damon

<Following is a translation of a German blog posted at <http://korrektheiten.com/2011/08/04/deutschenfeindlichkeit-teil-2-deutscher-selbsthass-und-linke-ideologie/>

[Part I of my lecture on “Hostility Towards Germans” dealt with the ideology that has resulted from the anti German narrative in the West.
I described how and why this ideology has always been and will always be inappropriate for Germany.
In the following section I discuss the consequences that necessarily derive from the adoption of this narrative by the Germans themselves.
In conclusion I discuss the role played by leftist ideology in the overall complex of hostility toward Germans.]

German Adoption of the Western anti German Narrative

As the result of the powerful effect of various venues of American propaganda following World War II, a cataclysmic shift took place in German political thinking. It was a shift in the direction of the Anglo Saxon ideology of revolutionary liberalism and later Marxism. In both cases it consisted of the acceptance of the basic assumptions of the revolutionary Meta-Ideology.

Among other things, this created a “We – You” differentiation based on ideology rather than ethnicity or national political basis.   The new norm was accepted as a matter of course, until “We” were no longer Germans or even the Europeans. “We” became a party in the global ideological civil war (“The West,” “Western Community of Values,” or “The Free World”). “We” became whoever shared revolutionary Utopian ideals.

Following the demise of the Soviet Union ever larger portions of the Left have come over to this “We,” as is quite obvious from the comet like careers of former “‘68ers”.

For the victorious powers, this new definition of the We-group, based on ideological allegiance meant a latent contradiction in their self-identity as nations. This was true not only for the Russians, who had fought more for Mother Russia than Communism (but whose victory served Communism more than Russia); it was also true for Americans and Britons. It was not easy to equate “My Country Right or Wrong” with the latest scheme to “make the world safe for Democracy.” As we have seen, these contradictions were just latent for the wartime Allies since they had fought as nations rather than as standard bearers for abstract ideas.

Among us Germans the contradictions were more than latent. They could not be ignored the instant we adopted the narratives and Utopian ideologies of our victorious enemies, as we did after the Second World War. A national “We Group” is a supragenerational community that includes past generations as well as those yet to come. The logic that compels a German Chancellor to participte in Allied victory celebrations in Paris, Normandy and Moscow implies that both world wars were battles in European and global civil wars.
They were gigantic struggles won by “The Western Community of Values” or simply “Democracy” (in Russia’s case, it was Utopian ideology as such) over the Forces of Darkness, and since “we” (re-educated, reconstructed Germans) belonged to this community of values, “we” were among the victors whereas „the Germans“ (i.e. the strange people which called itself „the Germans“), the embodiment of all evil, were the losers.

The German adoption of Western Ideology and of Meta-Ideology in general implies a loss of identification with our own VOLK. It compels us to consider our own VOLK as the enemy, to abhor ourselves as an outgrowth of evil and to hate our own forbears. Germany is the only country in the world that erects monuments to traitors and deserters, the only country in which it is considered exemplary to spit on the grave of one’s grandparents. The historical narrative of the victors – with its global political concepts, its highflown Utopian worldview – can never be the narrative of Germans who want to be German. If they adopt it, it will be at the cost of self-obliteration. The contradiction between being German and being part of a historical subject called „Western community of values“ is  unbridgeable.

The problem is underscored rather than solved by lame efforts to unite incompatibles in formulaic compromises such as “constitutional patriotism.”
This hostility towards one’s own VOLK is specifically German, as is illustrated than by the fact that the so-called “anti Germans” (as they call themselves!) comprise the only political grouping that refers to itself with the word “German.”  Not even the Neonazis do that, as they refer to themselves simply as “nationals,” emphasizing that they consider nationalism to be something good in itself – not only for Germans but for everyone. The anti Germans, by contrast, express the opposite wish: they want to eradicate the German VOLK, but not necessarily the very concept VOLK. Interestingly, they are attempting to do this through ideological rationalization, precisely what I identified as the foundation of anti German hostility in Part I of this series: The idea that Germany is (or was) the epitome of anti Utopian, anti globalistic counterrevolutionary force normally goes unstated except among anti Germans. My analysis is not far removed from that of the anti Germans; only the qualifying prefixes are reversed.

Leftist Ideology

Inner logic compels societies that support the fundamental assumptions of liberal Utopianism to quickly become involved with its hostile twin, Marxism – Socialism. In general terms we can refer to them both as Leftist Ideology. Whoever condemns society’s power imbalances on the basis that they are not founded in rationalism, and believes these imbalances are evil and must be stamped out, should not be surprised when the imbalance between rich and poor also comes under the crosshairs of criticism. Whoever champions freedom and equality as universally valid, and as basic values of society, has to deal with opposition to freedom in the name of equality. The Marxists who actively oppose capital because its power is not rationally legitimate but rather arises through automatism (derived from the nature of capitalism itself), leading to the mastery of one class over the other, rely on the same logic as the liberals who polemicize against church and king. In some regards Marxists are more consistent than liberals, since they condemn all social inequalities. For example, they condemn inequality between rich and poor; employed and unemployed; the citizen and the state; and between parents and children as well as majority and minority (either ethnic or religious).

From the point of Leftist ideology the more powerful party is illegitimate simply because it is more powerful. This implies that it should not be allowed to deal with the weaker on the basis of “merely formal” equality before the law, but must be actively disadvantaged. Correspondingly, from this point of view, it is not injustice to plunder the rich for the benefit of the poor or the employed for the benefit of the unemployed. Leftist Ideology assumes that the law and the state are repressive, since they use the same measuring stick to measure dissimilar entities, instead of causing what is unequal to be equal; and needless to say, there are no laws to protect the majority from the minority. On page 28 of “DEUTSCHE OPFER, FREMDE TÄTER” Götz Kubitschek and Michael Paulwitz cite a typically Leftist position asserting that racism against Germans cannot exist. This is because racism is a medium of repression that by its very nature cannot be inflicted on a majority by a minority because of the minority’s lesser social power to enforce its will.

In simple language this means that the “weaker party,” that is, an ethnic minority, is allowed to do everything, whereas the “stronger” (in Germany, the Germans) are not allowed to do anything, but must endure everything.
The power that is presumed to be stronger is automatically the evil power since it benefits from the alleged repression (that it also reinforces.)

Furthermore: since the mere existence of power disparity is the “evil” to be faced and fought, a belated “equalizing” injustice will no longer suffice.
The very basis of the power imbalance must be eliminated: wealth itself; or, as is especially pertinent to our theme, the ethnic majority must be eliminated.
From the point of view of the Left, a majority VOLK or ethnic group has no right to exist.

The Left is not satisfied with representing the interests of the “weak;” it is determined to delegitimize the “strong.” In our country the Left deligitimizes the interests of Germans, Christians, men, nonfeminist or nonlesbian women, whites, heterosexuals and gainfully employed workers. In other words, the Left opposes the interests of the majority and seeks to either force these majorities into the minority or else annihilate them altogether. This is the logic behind the policy of de-Christianization, de-Germanization, de-Europeanization, feminization and the promotion of homosexuality.
Only the gainfully employed cannot be abolished; however, it is permissible to pick their pockets, since they have placed themselves in an evil and repressive position just by existing from the fruits of their own labor.

It is self-evident that such a policy cannot possibly be democratic, since it is systematically directed against the majority. Thus leftist ideology naturally results in the propagation of demophobia (fear of the masses), de-democratization and coups d’etat. Of course it finds allies in minorities of every description.

All this has to do with the psychology of minorities in general, which is characterized by deep resentments. The minorities feel that the way of life of the majority, in which they are unable and unwilling to participate, should at least be spoiled for the majority. A good illustration of minority resentment is the bum who urinates in the vestibule of the bank. Racism against Germans is just one variation of this sort of resentment although a significant one.
Leftist ideology seeks to mobilize such destructiveness.

Is the ICC entitled to arrest Gaddafi?

[This article was published on july 29, 2011 (when Gaddafi was still in power) in Korrektheiten: „Darf der Internationale Strafgerichtshof (IStGH) Gaddafi verhaften?„, Author and translator: Manfred Kleine-Hartlage]

Does no one really wonder about the fact that the International Criminal Court has issued an arrest warrant against Muammar al-Qaddafi? Is he actually allowed to do so?

This court was established by the signatories of the Rome Statute to prosecute certain crimes (genocide, crimes against humanity, war crimes, aggression) to punish countries whose own judiciaries are not willing or not able to prosecute such acts; thus, classically, for the prosecution of government crimes and crimes of private parties in „failed states“ with no working justice system.

The public was told that the Court will be active only for crimes on the territories of signatory states, and certainly any state is free to join such an agreement and to give its provisions domestic legal force. Equally obvious is that no state has the right unilaterally to subject another sovereign state to its jurisdiction or to authorize third parties to do so. And what is forbidden to one state is equally forbidden to many.

Here, however, there is the first oddity: Libya, whose president is about to be arrested because of acts he has committed on the territory of his own state, has not acceded to the Rome Statute. The activity of the International Criminal Court in the case of Gaddafi is based on an instruction from the UN Security Council. In fact, Member States decided that the ICC will also be responsible for non-signatory States, if required by the UN Security Council in the individual case.

With the Rome Statute, the signatories thus granted to the UN Security Council powers which they themselves have not, and had this is a flagrant violation of a fundamental legal principle: „Nemo plus iuris quam ipse habet potest transferre“.

Moreover, Gaddafi is said to have committed crimes against humanity in terms of the Rome Statute. This term encompasses a range of actions, such as willful killing, torture, imprisonment and the like. Two things are strinking:

First, that such crimes are committed by many, probably the majority of the world’s governments, in particular virtually all dictatorships without necessarily having to face criminal charges against the head of government. The constitutional principle that all known crimes are to be prosecuted, is not applied, not even postulated. However, this principle is not valid by chance, but serves to prevent the law being misused politically, and being arbitrarily used against unpopular individuals. A law that is applied at the discretion of governments sometimes and sometimes not, is none.

However, this is exactly what happens here: The Rome Statute in connection with the illegal authorization of the UN Security Council hangs a sword of Damocles over all the governments of the world, at least the authoritarian, but just does not lead (and isn’t intended to lead to) a more democratic world, but rather to empower the UN Security Council to arrest unwelcome heads of government. The Security Council – these are essentially his five constant members of which the USA, Russia and China have not signedor have not ratified the agreement, and which are able to free themselves by veto from the prosecution by the international penal court.

Second, that Gaddafi has commited his acts, f.e. deliberate homicide, in the framework and for the purpose of quelling a rebellion, i.e. to enforce the state monopoly. This monopoly, however, belongs to the essence statehood as such, and that it must be enforced if necessary by force, is almost a tautology.

The arrest warrant against Gaddafi means no more and no less than that enforcement of the state monopoly has been declared a crime. The consequence is that states are sovereign only as far as it appeals to the five permanent Security Council members, and that the sovereignty of any other state is suspended. Suspended but not in favor of a global legal system, but in favor of a global tyranny.